Arcano IV – La stabilità dell’Imperatore

Arcano IV – La stabilità dell’Imperatore

    Il quarto arcano maggiore dei tarocchi è L’Imperatore, una figura con valenza energetica molto forte. Egli rappresenta l’archetipo del Sovrano, ipostasi di quell’individuo pronto a costruirsi un regno. Stiamo parlando di quelle esperienze di vita che conferiscono la capacità di leadership, ovvero il soggetto si prepara al comando. Per realizzare questo passaggio archetipico è fondamentale assumersi tutta la responsabilità della propria vita. Il Sovrano non può scaricare le responsabilità del proprio regno su di un altro, perché ciò significherebbe riconoscere l’esistenza di un’autorità superiore alla propria. Se un altro è responsabile del mio male, ciò significa che lui è più autorevole di me; se, invece, io sono l’unico responsabile di ciò che mi accede, ciò significa che non vi è autorità sopra di me. La vita del Sovrano comporta sicuramente anche dei privilegi, ma questi sono accompagnati sempre dalla famosa “spada di Damocle”, ossia da quel peso di responsabilità che solo un vero leader sa sopportare. Il prezzo del potere è la rinuncia ad una parte della propria libertà: il Sovrano deve rinunciare ad alcuni vantaggi personali per il bene del suo regno. Il Sovrano sa che se il regno viene distrutto, con esso è distrutto il suo Sovrano. Per evitare che ciò accada, il Sovrano deve far sì che ogni talento possa essere impiegato per il beneficio collettivo. Così il regno e il suo Sovrano avranno lunga vita.

    La forza principale legata all’Imperatore è la stabilità. Questo arcano invita a riflettere sul bisogno che l’uomo ha di cose che restano. La nostra società consumistica ci spinge ad acquistare beni effimeri e spesso inutili. Compriamo un oggetto il lunedì e lo gettiamo il martedì. Ci sposiamo il sabato e divorziamo la domenica. L’arcano dell’Imperatore ci dice che abbiamo bisogno di persone con emozioni stabili, di parole vere, di certezze che non crollano, di persone che sanno aspettare, di un lavoro costante e stabile. L’Imperatore ci ricorda inoltre che dobbiamo far sì che l’amore verso la vita sia sempre stabile nel nostro cuore. Il Sovrano ama il suo regno e il suo popolo; egli ama la vita che anima il proprio regno e non riuscirebbe a vivere senza di essa. Ugualmente, ognuno di noi deve amare il proprio paese, la propria nazione, e per estensione il nostro mondo e ogni creatura vivente. Un cuore senza amore non conoscerà alcuna forma di stabilità.

    L’Imperatore è il Sovrano della materia; regna sul concreto. Dal punto di vista esoterico, egli rappresenta il dominio sul mondo infernale, cioè sui propri inferi, sul proprio inconscio. L’Imperatore corrisponde al Demiurgo degli antichi gnostici, ossia si rispecchia perfettamente nella figura del Grande Architetto Dell’Universo (GADU), la forza cosmica che muove ogni cosa secondo un preciso disegno geometrico. L’Imperatore è pertanto un principio di fissità, di crescita e di azione. Ogni individuo si organizza e si sviluppa sotto il suo impulso.

    Nella Cabala ebraica, questo arcano corrisponde a Chesed, la quarta sfera dell’Albero della Vita. È il Potente Re coronato e assiso sul suo trono. Nel mistico libro del Sefer Yetzirah si parla di “Intelligenza ricettiva”. Il nome Chesed significa Carità e indica la caratteristica principale di questa forza cosmica, la forza della misericordia (in ebraico Gedulah). Chesed è la fermezza dell’autorità benigna, propria di quel Sovrano che ama il suo popolo. Immagine archetipica di riferimento è quella del re Davide, che ha sempre amato alla follia i suoi figli e il suo popolo. In Chesed l’iniziato lavora sul perdono (in Binah perdono me stesso, in Chesed perdono gli altri). Chi lavora in Chesed deve parlare con umiltà, sostenendo i più deboli. Questa immagine del Sovrano umile che sostiene il debole rispecchia il mito giudaico, secondo cui Jahweh sosteneva la debolezza del popolo giudaico. Dal punto di vista astrologico, il pianeta di riferimento è Giove, collegato archetipicamente al mito del dio Zeus, sovrapponibile al Ra egizio e ad Anu dei Sumeri. Le azioni benevole di questi dèi nei confronti dei loro diletti ci insegna che “la carità è la regina delle virtù”.

    In conclusione, se L’Imperatore potesse parlare, ti direbbe: “Io sono la sicurezza, sono la forza in persona. Nessuno può costringerti a fare quello che non vuoi fare. Le mie leggi sono le leggi dell’universo in azione.”

    Le parole chiave collegate a questo arcano sono: stabilità, potere, responsabilità, governo, ordine, autorità, protezione, sicurezza, equilibrio, rispetto.

    Buon cammino di luce

    Salvatore Sealiah Marinò