Cos’è la Qabbālāh?

Cos’è la Qabbālāh?

    Sebbene alcuni cabalisti vogliano farci credere che la Qabbālāh esista dagli albori dell’umanità, le cose in realtà non stanno così. Questa disciplina esoterica è di elaborazione medievale. Molti vedono il Medioevo come un tempo buio in cui regna la stoltezza e l’ignoranza, ma la realtà è (come sempre) ben diversa da ciò che sembra. Il Medioevo è stato un periodo storico di grande fioritura letteraria, che ha visto illuminare grandi menti filosofiche e magiche. In particolare, in Spagna, proprio in questo periodo, appare un testo redatto in aramaico con il titolo SEFER HA-ZOHAR (ספר הזוהר), ossia IL LIBRO DELLO SPLENDORE. Questa è la prima e vera opera cabalista che si proponeva di divulgare al mondo la lettura della Torah (la Bibbia ebraica) sotto il profilo esoterico. Questo libro si presenta così come un tripudio di simbologia sacra, elaborando un sistema di pensiero molto complesso che ha preso il nome di Qabbālāh, reso in inglese Kabbalah e in italiano Cabala, (קבלה), che significa ricevuta

    Sono state date diverse definizioni di questa disciplina; esse variano a seconda della tradizione di appartenenza e dell’obiettivo perseguito dai suoi seguaci. Secondo il mio modesto parere, la migliore definizione di Qabbālāh ci è stata data dal Rav Ashlag, uno dei più grandi cabalisti. Così come ho riportato fedelmente nel libro COLORKABBALAH, il maestro insegna:

    “La  Qabbālāh  non  è  altro  che  una  sequenza  di  radici, emanate attraverso causa ed effetto, determinate da leggi immutabili  e assolute, unite e proiettate verso un unico ed elevatissimo  obiettivo,  descritto  come  la  rivelazione  della  divinità alle sue creature in questo mondo.”

    In questo senso, la Qabbālāh viene intesa come una disciplina metafisica, parola di origine greca che significa oltre la natura (materiale). In altre parole, questa è la scienza del mondo invisibile, al quale hanno accesso solo i più determinati, ovvero coloro che hanno per esperienza acquisito il titolo di iniziati, ossia i nati di nuovo

    È anche vero che taluni si avvicinano a questa scienza per acquisire esclusivamente potere personale, così da prevalere sul prossimo o addirittura sulle forze della natura. Da parte mia è  doveroso ricordare il monito del buon maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov sul tentativo degli occultisti di dominare gli spiriti superiori, gli angeli, che egli definisce Geni. Il maestro insegna: 

    “I Geni non sono obbligati a venire a soddisfare i vostri capricci. Per dar loro degli ordini, bisogna possedere un’enorme potenza, una forte volontà e una grande capacità di controllo; non basta conoscere i loro nomi e pronunciarli per ottenere dei risultati. Molti lo credono e ci provano, ma senza risultato.”

    Possiamo concludere che solo i meritevoli erediteranno questa scienza e la riceveranno come un dono dal Cielo, come manna di nutrimento per la propria anima. È di questa che si occupa la Qabbālāh, oltre a considerare tutti i piani spirituali dell’essere umano, che sostanzialmente vengono suddivisi in quattro mondi. Procedendo dall’alto verso il basso, ovvero dai cieli alla terra, i mondi spirituali saranno:

    1. ATZILUT, il mondo degli archetipi;
    2. BERIAH, il mondo delle idee;
    3. YETZIRAH, il mondo delle emozioni (mondo astrale);
    4. ASSIAH, il mondo dell’azione, ovvero il piano fisico in cui tutti i mondi spirituali confluiscono e si concretizzano. 

    È oltremodo significativo sintetizzare questi quattro mondi con quattro parole chiavi:

    1. Causare;
    2. Creare;
    3. Controllare;
    4. Condividere. 

    La grande Opera dell’iniziato è qui stata sintetizzata, ma non basta una vita per compierla appieno. È per tale motivo che la Qabbālāh offre allo studioso l’insegnamento della metempsicosi, ossia della trasmigrazione delle anime (dal greco antico μετεμψύχωσις metempsicosis, “passaggio delle anime”). In sostanza il cammino dello spirito è lungo e difficile, tanto da poter affermare che il Creatore è caduto nella sua creazione e ne è rimasto intrappolato. Il compito della Qabbālāh in tal senso sarà quello di accompagnare le anime alla terra di origine, la casa delle anime: l’eternità.  

    Auguro al lettore un buon cammino. 

    Salvatore Sealiah Marinò