Il mistero del Serpente

Il mistero del Serpente

    Nel racconto biblico della Genesi c’è una figura misteriosa chiamata “Serpente”. Trattasi di un personaggio sicuramente non appartenente al mondo animale, quindi il Serpente in questione non è il serpente che conosciamo in natura. Questo personaggio era un essere appartenente al gruppo di governatori degli uomini/adam conosciuti con il nome di Elohim. Il Serpente era uno di loro che probabilmente aveva contribuito alla formazione dell’uomo e gli si era persino affezionato. Non a caso negli antichissimi emblemi presenti in templi sacri mesopotamici vi era un serpente che avvolge un uomo, ad indicare il serpente come simbolo di protezione per l’uomo. Questo si ricollega all’antico movimento degli ofiti, gli “adoratori del serpente”, i quali hanno ravvisato nel serpente un simbolo grandemente positivo per l’uomo. Il serpente, inoltre, era simbolo di resurrezione, a motivo del suo cambio di muta. Non a caso, il dio Osiride, padre degli dèi dell’antico Egitto, era rappresentato con abiti bianchi e pelle verde (come un serpente). Egli nel mito risorge dai morti e diviene il Signore dell’oltretomba.

    Ritornando al Serpente della Genesi, è evidente che stiamo parlando di un personaggio che nulla ha a che fare con il Satana o il Lucifero, che hanno altri e diversi significati. In altre parole, il Serpente è una cosa, il Satana è un’altra cosa e il Lucifero un’altra ancora. Purtroppo per semplificare la vastità della conoscenza queste figure furono fuse in un velenoso minestrone, che non ha altra funzione se non quella di confondere le menti e mantenerle all’oscuro delle verità storiche.

    Se leggiamo con attenzione il libro della Genesi, ci accorgiamo che il Serpente aiuta Adamo ed Eva ad aprire gli occhi della consapevolezza. Essi erano schiavi del loro dio-padrone e hanno raggiunto la libertà grazie al Serpente. Questa libertà comportava la responsabilità di prendersi cura di sé, ecco perché fu detto agli uomini che avrebbero dovuto coltivare il terreno e lavorare. Quando erano “allevati come animali” dagli Elohim avevano il cibo e il riparo a disposizione; ma non erano liberi e consapevoli. I loro padroni non volevano neanche che procreassero, per questo il Serpente mostrò loro il frutto proibito del sesso e ad Eva fu detto “adesso partorirai con dolore”, semplicemente perché prima non avrebbe mai avuto figli ma adesso doveva fare esperienza del parto. Questa non fu affatto una punizione, ma le fu semplicemente data una consapevolezza sulla propria natura che ancora le mancava. Questo è l’insegnamento dei misteri orfici, ossia relativi al Serpente, che gli antichi maghi e sapienti custodivano, perché non potevano dire tutto ciò apertamente – per ovvi motivi.

    In conclusione, questa mia analisi non è frutto di invenzione, ma di attenti studi del testo ebraico della Torah comparati agli scritti esoterici dell’antico gnosticismo. Invito il lettore a NON CREDERE a nulla e a nessuno, ma a ricercare informazioni che possano avallare tesi e possibilità più o meno veritiere. Lo studio di questi personaggi del mito non sono finalizzati ad alimentare sistemi di credenze, ma al contrario ad abbatterli, per far trionfare la gnosi, la vera conoscenza salvifica.

    Buon cammino di luce

    Salvatore Sealiah Marinò