Netsach – Sfera dell’amore

Netsach – Sfera dell’amore

    La settima sfera dell’albero della vita cabalistico (o albero sefirotico) è Netsach, parola ebraica traducibile con “eternità” o “vittoria”. Trattasi della sfera corrispondente al pianeta Venere, che si rifà all’archetipo di Afrodite-Venere, dea dell’amore e della bellezza.

    Quando l’iniziato lavora in questa sfera, deve confrontarsi con la realtà dell’amore e dell’eros. Dobbiamo considerare che nei templi di Afrodite l’arte dell’amore era coltivata diligentemente e le sacerdotesse erano educate sin dall’infanzia nelle sue pratiche. Si cercava non solo il piacere fisico ma anche lo scambio eterico del magnetismo e della polarizzazione intellettuale e spirituale.

    Lavorare in Netsach significa apprendere le verità relative al sesso sacro e all’idea che un uomo spirituale ha del sesso. L’iniziato non si comporta come un animale, parlando di “sesso libero” così da poter fare sesso con chiunque ovunque. Egli ha un’alta considerazione del sesso e lo intende alla stregua di un momento sacro, in cui vi sarà uno scambio energetico tra i due che produrrà inevitabilmente effetti nella vita di entrambi. Qualcosa dell’uno resterà sempre nell’altra e viceversa. Fare sesso significa entrare nello spazio sacro di qualcuno, quindi ci vuole una sorta di “atto di fede”. Questa è una visione spirituale, ovviamente poco condivisa da chi non ha la cognizione del mondo spirituale e della consapevolezza.

    Netsach, con riferimento alla psiche dell’uomo, rappresenta l’aspetto istintivo-emozionale della natura umana; in altre parole è l’artista in noi (Hod, la sfera opposta, sarà lo scienziato). Nel mondo della filosofia occulta s’insegna che ci dev’essere qualcosa dell’artista in ogni occultista che vuol fare del lavoro pratico. La magia è infatti definibile come “l’arte e la scienza di causare il cambiamento in conformità con la volontà”.

    Netsach è la nostra parte venusiana, femminile, artistica, accogliente, dolce. Se potesse parlare ci direbbe: “La tenerezza è il linguaggio segreto dell’anima.”

    La forza spirituale collegata a Netsach è l’arcangelo di Venere conosciuto con il nome Haniel. Il suo nome in ebraico si traduce “gioia di Dio” ovvero “grazia di Dio”. È di solito identificato come una forza passiva, quindi di polarità femminile. Lei è dunque l’arcangelo della benevolenza, della grazia e della misericordia. Guida l’iniziato verso l’esperienza della visione divina. Il suo simbolo è la rosa, che diviene simbolo della sfera di Netsach. Haniel ci aiuta a migliorare i nostri rapporti con gli altri, a trovare nuovi amici con cui possiamo goderci la vita. Ha la capacità di guarire problemi emotivi, mentali e spirituali. Considerando la gerarchia angelica, Haniel è il capo degli archai, ovvero dei principati. Queste sono le forze spirituali il cui nome “indica che possiedono  il  divino  segreto  di  comandare  con  quel  perfetto  ordine  che  conviene  alle potenze  superiori,  di  dirigere  se  stessi  invariabilmente  e  di  guidare  autorevolmente  gli altri  verso  Colui che regna al di  sopra di  tutto, di  formarsi,  nel limite del possibile,  sopra il  modello  del  principato  originale  e  di  manifestare  infine  la  loro  autorità  sovrana  con la bella  disposizione  delle  loro  proprie  forze”.In conclusione, l’iniziato che lavora in Netsach comprende che essere teneri è essere potenti: è questa la vittoria. Le persone dolci non sono ingenue né stupide né tantomeno indifese; anzi, sono così forti da potersi permettere di non indossare alcuna maschera. Sono libere di essere vulnerabili, di provare emozioni, di correre il rischio di essere felici.